The Mechanical Cow

Steampunk Disneyano

La serie di Oswald è ormai stata varata con successo e, per la prima volta da quando lo studio Disney ha aperto i battenti a Hollywood, inizia ad apparire il primo merchandising ispirato alle sue produzioni. Universal sta infatti facendo le cose in grande, dedicando a Oswald una grandissima attenzione. Nel frattempo agli studi Hyperion il lavoro prosegue, sia pur con qualche rimescolamento nello staff. Rudolf Ising abbandona la squadra, ma in compenso arriva da Kansas City un altro degli ex-animatori della Laugh-O-Grams: Max Maxwell. Altre nuove figure saranno Johnny Cannon e soprattutto Wilfred Jackson, che avrà davanti a sé una carriera disneyana di rilievo come regista.
Il balzano The Mechanical Cow cala Oswald nel ruolo di lattaio, mettendolo in groppa ad una mucca robot dai comportamenti molto poco robotici. Non è la prima volta che Walt si fa prendere la mano da suggestioni futuristiche che hanno oggi il sapore dello steampunk. Già nelle Alice Comedies avevamo visto il gatto Julius fare uso di mezzi meccanici dalla foggia animale (Alice Wins the Derby e non solo), e nemmeno Topolino si sarebbe rivelato immune al fascino dei robot, come vedremo in Mickey's Mechanical Man (1933). È del tutto naturale che Oswald, punto d’aggancio tra Julius e Topolino, ricicli a sua volta l’idea del robotico subalterno, rendendola possibilmente ancor più surreale.
Rapimento Filler

La mucca meccanica del titolo è un personaggio vero e proprio, e sembra comportarsi come un essere vivente a tutti gli effetti: vive con Oswald, gli è amica, dorme, mangia e arriva addirittura a far le veci di un cavallo quando la coniglietta Fanny verrà rapita. Perché, sì, sebbene la cosa appaia un po’ improvvisata, anche a lei toccherà il destino delle prime donzelle disneyane. Il losco figuro che entra in scena accompagnato dai suoi complici è sicuramente affine al Pietro delle Alice Comedies, che in Great Guns! diventa rivale anche di Oswald. Ma in The Mechanical Cow il personaggio a parte il cilindro è differente, e sembra più un grosso lupo nero.
È un copione ormai consolidato: quando il cortometraggio ha già detto quello che doveva dire è il momento della svolta drammatica, che coincide inevitabilmente con il rapimento della fidanzatina del protagonista da parte del bruto di turno. È ovviamente l'occasione per far assumere ad Oswald quei connotati eroici che condividerà con Topolino, mostrandocelo mentre parte al salvataggio in groppa al bovino robotico. The Mechanical Cow è forse uno dei corti di Oswald meno organici e più derivativi, ma rimane godibile anche grazie al sempre valido commento musicale di Robert Israel, presente nel relativo volume dei Disney Treasures a cura di Leonard Maltin.
Revisione del 29 Marzo 2024.


Scheda tecnica
- Titolo originale: The Mechanical Cow
- Anno: 1927
- Durata:
- Produzione: Winkler Productions
- Animazione: Norm Blackburn, Les Clark, Ben Clopton, Friz Freleng, Rollin "Ham" Hamilton, Ub Iwerks, Paul Smith
Credits
Nome | Ruolo |
---|---|
Norm Blackburn | Animazione |
Les Clark | Animazione |
Ben Clopton | Animazione |
Friz Freleng | Animazione |
Rollin "Ham" Hamilton | Animazione |
Ub Iwerks | Animazione |
Mike Marcus | Fotografia (Animation) |
Paul Smith | Animazione |
Winkler Productions | Produttore |
Bibliografia

Sul film:
- Merritt, Russell; Kaufman, J. B., Walt in Wonderland: The Silent Films of Walt Disney/Nel Paese delle Meraviglie: I Cartoni Animati Muti di Walt Disney, Gemona, UD: Edizioni Biblioteca dell'Immagine (1992), Hardcover, Dust Jacket, pp. 240. Updated Edition: Walt in Wonderland: The Silent Films of Walt Disney, Baltimore, Maryland: The John Hopkins University Press (2000), Paperback, pp. 168.
- Susanin, Timothy S., Walt Before Mickey - Disney's Early Years, 1919-1928, Jackson, Mississippi: University Press of Mississippi, (2011) Hardcover; Dust Jacket, pp. 340.
- Bossert, David A.; Gerstein, David (ed.), Oswald the Lucky Rabbit: The Search for the Lost Disney Cartoons, Los Angeles/New York: Disney Editions, (2017) Hardcover, pp. 176. Updated Edition: Oswald the Lucky Rabbit: The Search for the Lost Disney Cartoons (REVISED SPECIAL EDITION), Los Angeles/New York: Disney Editions, (2019) Hardcover, pp. 176, including Litographs.