Tarzan
Il Tramonto di una Formula
Con l'uscita di Tarzan nel 1999 ha termine quello che viene comunemente chiamato il rinascimento disneyano, durato per tutti gli anni 90 e caratterizzato da lungometraggi che seguivano una ricetta ben precisa. In quegli anni l'etichetta che la Disney Company assegnava ai film del proprio canone animato era “I Classici”, termine che molto presto avrebbe creato problemi e sarebbe stato eliminato dalle loro rotte promozionali. Eppure in quest'ultimo decennio del novecento non c'era termine migliore per definire una formula che aveva come primo obiettivo quella di essere universale, e adatta ad un pubblico più vasto possibile, a prescindere dal sesso, dall'età e dal periodo storico di appartenenza. Dieci anni di rinascimento avevano portato a codificare alcune regole precise per applicare al meglio questa formula, regole che troviamo applicate in Tarzan per l'ultima volta: in primis evitare gli scenari troppo contemporanei, preferendo epoche lontane dalla nostra o medioevi immaginari che possano rendere il film meno prosaico possibile. In secondo luogo abbiamo la trattazione di grandi temi universali: la vita, la morte, l'amore, l'esclusione, la maturazione sono argomenti semplici, perfettamente in grado di essere compresi da un pubblico infantile ma abbastanza aulici da catturare l'adulto. Abbiamo inoltre un massiccio uso di canzoni, capaci di oliare alla perfezione gli ingranaggi narrativi, optando per la più efficace tra le tecniche espressive. E infine evitare di sbilanciarsi verso un genere cinematografico preciso, ma attraversarli tutti in modo da accontentare un grande pubblico, regola che verrà immediatamente infranta con l'inizio del nuovo millennio.
Fedele allo Spirito
Secondo alcune fonti, Tarzan in origine sarebbe dovuto essere il primo film originale realizzato dalla Disney Television, i cui studi di animazione all'epoca si stavano specializzando nei cosiddetti cheapquel. L'idea era sicuramente poco sensata, e ben presto il progetto venne legittimamente assegnato alla Walt Disney Feature Animation (gli odierni WDAS), che lo realizzò con il supporto della sua unità parigina, guidata dai fratelli Brizzi. La regia di Tarzan venne affidata alle capaci mani di Kevin Lima, già regista dello straordinario A Goofy Movie, e di Chris Buck, che anni dopo avrebbe diretto il campione d'incassi Frozen. L'animazione disneyana non è mai stata famosa per la sua fedeltà alle fonti originali, e Tarzan non fa eccezione, raccontando la storia di come un uomo allevato dalle scimmie entri per la prima volta in contatto coi suoi simili, ma prendendosi numerosissime libertà nell'adattamento del romanzo di Edgar Rice Burroughs, trasformando personaggi positivi in negativi e viceversa. Tuttavia, il mito di Tarzan è stato negli anni declinato in maniera sempre diversa in un'infinità di media differenti, finendo per essere spesso travisato. È quindi paradossale che gli eredi di Burroughs abbiano invece affermato che l'opera disneyana è fra i vari adattamenti quella che collima maggiormente con lo spirito dell'opera originale.
Strutturalmente il 37° Classico Disney si pone come ultimo e fierissimo esponente della sopracitata formula anni 90: si svolge nel cuore dell'Africa, in un luogo non contaminato dalla “secolarizzazione” del mondo degli uomini, i quali entrano in scena solo dopo la prima mezz'ora di film, e si scoprono provenire dalla classica Inghilterra vittoriana. Tarzan inoltre tratta di grandi tematiche come l'accettazione all'interno di una società che tende ad escludere il diverso (difetto comune sia agli umani che ai gorilla), l'amore di una famiglia che nasce dalle ceneri di altre due e il desiderio di essere degni del proprio padre, anche se adottivo. Infine, Tarzan sta in equilibrio su svariati generi: è un film drammatico, con un inizio agghiacciante, che mostra in tutta la sua crudezza un infanticidio, inoltre è presente una massiccia dose di azione, e i duelli con il ghepardo Sabor sono infatti uno spettacolo per gli occhi. Molto spazio è dato al sentimento e al romanticismo, e non manca nemmeno un contrappunto comico, benché sia senza dubbio l'ingrediente più debole, visto che le due spalle Terk e Tantor risultano più spente di molti contraltari visti in precedenza.
Glen Keane sui Pattini
Tarzan è uno dei lungometraggi disneyani visivamente più rivoluzionari. Non solo l'animazione raggiunge nuove vette espressive, ma è qui che troviamo per la prima volta utilizzato un software specialissimo: il deep canvas. Grazie a questo programma gli artisti Disney sono stati in grado di realizzare scenari tridimensionali con l'aspetto di fondali dipinti a mano. Il software tiene infatti traccia delle pennellate applicate alle superfici in CGI e le gestisce in automatico, permettendo alla telecamera di compiere acrobazie estreme all'interno di questi incredibili scenari, senza tradirne la natura poligonale. La tecnica sarebbe stata successivamente impiegata anche in Atlantis e soprattutto ne Il Pianeta del Tesoro, e “filosoficamente” avrebbe costituito il principio fondante del rendering pittorico dell'attuale CGI disneyana.
A rendere ancor più spettacolari le sequenze di Tarzan è soprattutto il protagonista, animato da un Glen Keane in stato di grazia. Con un viso a lama di coltello, che ne sottolinea la ferinità, e uno sguardo triste e intenso, Tarzan è un capolavoro tanto nel design quanto nelle movenze. Non è la prima volta che Keane usa un riferimento reale nel concepire i suoi personaggi: se Ariel, Rapunzel e la Bestia sono ispirati rispettivamente a sua moglie, sua figlia e a sé stesso, per Tarzan è il figlio di Glen la maggior fonte di ispirazione. Vedendo il ragazzo andare sui pattini, Keane ha infatti pensato di rendere Tarzan una sorta di skater ante litteram, capace di scivolare sul muschio e compiere acrobazie aggrappandosi alle liane persino con i piedi. La sua sequenza di lotta contro il ghepardo Sabor è poi uno degli apici mai raggiunti dall'animazione disneyana.
Jane, animata da Ken Duncan (Megara, Capitano Amelia), è invece il prototipo di quella tipologia di eroina goffa ma simpatica, che vedremo anni dopo anche con la Anna di Frozen. Il personaggio ha una grazia particolarissima, e la sua stramba recitazione la rende una delle protagoniste Disney più interessanti e indimenticabili. Clayton, l'antagonista, presenta invece un curioso mix di virile rozzezza e compostezza inglese, ed è stato realizzato dal bravissimo Randy Haycock (Kida, Naveen). Ma i personaggi più drammatici sono senza dubbio i due gorilla adulti, Kala e Kerchack, animati rispettivamente da Russ Edmonds (Febo, Santorini) e dall'immenso Bruce Smith (Pacha, Facilier). Bisognosa di affetto lei e malinconicamente rassegnato alla sofferenza lui, mostrano due modi diametralmente opposti di reagire a una tragedia. La loro umanità li rende perfettamente credibili nel ruolo di genitori, e sono fra i personaggi che più restano nel cuore al termine della visione.
Arriva Phil Collins
Fra gli ingredienti della ricetta anni 90 che giungono al capolinea con Tarzan, c'è anche la tradizionale formula musical. Già da un paio di anni Alan Menken non partecipa più ai lungometraggi animati degli studios, e viene quindi chiamato a sostituirlo il grande Phil Collins, intraprendendo una collaborazione con Disney che proseguirà qualche anno dopo con Brother Bear. La sua proposta di non far cantare direttamente i personaggi ma di ricorrere al cantato fuoricampo, come nei videoclip, segna il primo distacco dal musical in stile Broadway, introdotto da Alan Menken e Howard Ashman ai tempi de La Sirenetta. Le canzoni scritte da Collins per Tarzan sono notevolissime, funzionali alla trama e con un tocco personale. L'autore però le canta in diverse lingue, producendo un involontario effetto comico.
- Two Worlds - Si tratta della strepitosa ouverture del film, che con un montaggio incrociato mostra il dramma delle due famiglie, rovinate per sempre dall'attacco del ghepardo Sabor. Le immagini sono drammatiche e potenti e la musica immerge perfettamente nello scenario africano. Questo tema torna poi nel film attraverso due brevissimi reprise, incorniciando festosamente anche il finale.
- You'll Be in My Heart - La dolce ninna nanna che Kala canta al piccolo Tarzan, è anche l'unico caso in cui un personaggio nel film viene visto cantare, almeno finché dopo la prima strofa non subentra l'onnipresente voce di Collins. È una canzone senza dubbio valida, e quella su cui si è puntato di più, dato che ritorna nei credits con una cover dello stesso Collins. Grazie a You'll Be in My Heart, il film si è aggiudicato un Oscar e un Golden Globe per la miglior canzone originale.
- Son of Man - Questo energico brano segue la crescita di Tarzan attraverso un dinamico e sfrenato montaggio di immagini, portandolo verso l'età adulta. È sicuramente una delle sequenze migliori e più esaltanti del film, capace di mostrare i “muscoli”, non solo del protagonista ma del comparto visivo. È qui che vediamo per la prima volta Tarzan pattinare e fare surf nella vegetazione, con un sontuoso utilizzo del deep canvas.
- Trashin' the Camp - Stranamente, il pezzo a cui Collins è rimasto più legato è questo bizzarro brano, che accompagna la scenetta in cui Terk, Tantor e gli altri gorilla giocano all'accampamento dei Porter fino a devastarlo. Più che una canzone è una scioccherella jam session, senza un testo vero e proprio. La sequenza in sé non è particolarmente divertente, sembra inserita a forza per compiacere Collins, che ne lodava la spontaneità, ma abbassa inevitabilmente il livello del film.
- Strangers Like Me - Assieme a Son of Man, Strangers Like Me rappresenta l'altro picco del film, quello in cui il registro si innalza e l'estetica dà il meglio di sé. Anche stavolta abbiamo un montaggio veloce e dinamico, che ci mostra Tarzan venire a contatto con un mondo nuovo, quello umano, scoprendo lentamente l'amore. L'arte di Phil Collins e quella di Glen Keane si fondono meravigliosamente, e le sensazioni di genuino esalto provate da Tarzan vengono trasmesse allo spettatore
Morte di un Rinascimento
Come la maggior parte delle produzioni del periodo, anche Tarzan venne presto trasformato in un franchise. Sulla sua scia venne infatti prodotta una serie televisiva dal taglio puramente action, e un midquel dei DisneyToon Studios intitolato Tarzan 2, incentrato su un'avventura giovanile del protagonista, che avrebbe visto ancora una volta la partecipazione di Phil Collins. Questi furono chiari segnali della buona performance di Tarzan al botteghino, tuttavia i suoi incassi non furono sufficienti per soddisfare una dirigenza desiderosa di bissare il prima possibile i fasti de Il Re Leone. Paradossalmente proprio Chris Buck sarebbe stato il fautore di tale sorpasso, ma solo con Frozen quattordici anni dopo. Per il momento non rimaneva che provare nuove strade, abbandonando la vecchia formula in favore di uno sperimentalismo sfrenato. Negli anni immediatamente successivi il pubblico rimase spiazzato nel veder arrivare sul grande schermo animazione Disney di ottima qualità, impiegata però in lungometraggi umoristici o avventurosi dal sapore differente, che difficilmente sarebbero stati capiti. Tuttavia sarebbe toccato proprio a queste controverse produzioni il compito di raccogliere il testimone di un decennio di grande animazione Disney.
di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia (2011), I Love Paperopoli (2017) e PK Omnibus (2023).
Scheda tecnica
- Titolo originale: Tarzan
- Anno: 1999
- Durata:
- Produzione: Bonnie Arnold, Christopher Chase
- Regia: Chris Buck, Kevin Lima
- Sceneggiatura: Tab Murphy, Bob Tzudiker, Noni White
- Storia: Stephen J. Anderson, Gaetan Brizzi, Paul Brizzi, Don Dougherty, Ed Gombert, Don Hall, Kevin Harkey, Randy Haycock, Carole Holliday, Glen Keane, Mark D. Kennedy, Burny Mattinson, Frank Nissen, John Norton, Brian Pimental, John Ramirez, Jeff Snow, Michael Surrey, Chris Ure, Mark Walton, Stevie Wermers, Kelly Wightman
- Basato su: Tarzan of the Apes di Edgar Rice Burroughs
- Musica: Phil Collins, Mark Mancina
- Supervisione dell'Animazione: David Burgess, Ken Duncan, Russ Edmonds, Randy Haycock, T. Daniel Hofstedt, Jay Jacson, Glen Keane, Dominique Monfery, Sergio Pablos, John Ripa, Bruce Smith, Michael Surrey, Chris Wahl
Credits
Nome | Ruolo |
---|---|
Georges Abolin | Animazione (Tarzan) |
Oliver Adam | Supervisione Layout (Paris) |
Pierre Alary | Animazione (Tarzan) |
Marco Allard | Animazione (Tarzan) |
James Alles | Layout |
Stephen J. Anderson | Storia |
Jennifer Ando | Fondali |
Bonnie Arnold | Produttore |
Etienne Aubert | Effetti d'Animazione |
Thomas Baker | Supervisione Pianificazione Scene |
Doug Ball | Supervisione Fondali |
Jared Beckstrand | Animazione (Jane) |
James Beihold | Layout |
Doug Bennet | Animazione (Jane) |
David Berthier | Animazione (Tarzan) |
Olivier Besson | Fondali |
David Block | Animazione (Porter) |
Allen Blyth | Supervisione Effetti Speciali (Paris) |
Bolhem Bouchiba | Animazione (Tarzan) |
Phillip Boyd | Supervisione Cleanup (Florida) |
Justin Brandstater | Fondali |
Gaetan Brizzi | Storia |
Paul Brizzi | Storia |
Robert Bryan | Animazione (Jane) |
Chris Buck | Regista |
David Burgess | Animatore principale (Porter) |
John Byrne | Layout |
Michael Cadwallader Jones | Effetti d'Animazione |
David M. Camley | Supervisione Fondali (Digital) |
Thierry Chaffoin | Effetti d'Animazione |
Dan Chaika | Supervisione agli Effetti d'Animazione (3D) |
Chen-Yi Chang | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Christophe Charbonnel | Supervisione Cleanup (Paris) |
Christopher Chase | Produttore Associato |
Hye Young Coh | Fondali |
Phil Collins | Canzoni |
Karen Comella | Supervisione Ink & Paint |
Dan Cooper | Direzione Artistica |
Fred Craig | Layout |
Margart Craig Chang | Effetti d'Animazione |
Caroline Cruikshank | Animazione (Jane) |
Coralie Cudot-Lissielour | Direzione di Produzione (Paris) |
Eric Daniels | Supervisione CG |
VincentMassy De La Chesneraye | Layout |
Peter De Séve | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Peter DeMund | Supervisione Effetti Speciali |
Guy Deel | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Eric Delbecq | Animazione (Tarzan) |
Dominick Domingo | Fondali |
Don Dougherty | Storia |
Debbie Du Bois | Fondali |
Ken Duncan | Animatore principale (Jane) |
David A. Dunnet | Production Design |
Jeff Dutton | Effetti d'Animazione |
Adam Dykstra | Animazione (Terk) |
Russ Edmonds | Animatore principale (Kala) |
Marc Eoche-Duval | Animazione (Sabor) |
Pierre Fassel | Layout |
Scott Fassett | Fondali |
Paul Felix | Production Design |
Colbert Fennelly | Effetti d'Animazione |
Jean-Paul Fernandez | Fondali |
Jean-Luc Florinda | Direzione di Produzione |
Thierry Fournier | Fondali |
Tim George | Animazione (Clayton) |
Vance Gerry | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Joseph F. Gilland | Supervisione Effetti Speciali (Florida) |
Jean Gillmore | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Ed Gombert | Storia |
Ian S. Gooding | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Steven Pierre Gordon | Animazione (Young and Baby Tarzan) |
Thierry Goulard | Animazione (Tarzan) |
Joe Grant | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Juanjo Guarnido | Animazione (Sabor) |
Susan Hackett | Fondali |
Don Hall | Storia |
Kevin Harkey | Storia |
Randy Haycock | Animatore principale (Clayton); Storia |
Craig Hoffman | Effetti d'Animazione |
T. Daniel Hofstedt | Animatore principale (Captain and Thugs) |
Carole Holliday | Storia |
Richard Hoppe | Animazione (Clayton) |
Jason Horley | Fondali |
James Hull | Animazione (Tantor) |
Tom Hush | Effetti d'Animazione |
Jay Jacson | Animatore principale (Ape Family) |
David Jarvis | Fondali |
Jeff Johnson | Animazione (Young and Baby Tarzan) |
Mi Kyung Joung Raynis | Fondali |
Brian Jowers | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Glen Keane | Animatore principale (Tarzan); Storia |
Mark D. Kennedy | Storia |
Mark Koetsier | Animazione (Jane) |
Doug Krohn | Animazione (Jane) |
Mike Kunkel | Animazione (Tantor) |
Dorse Lanpher | Effetti d'Animazione |
H.B. (Buck) Lewis | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Kevin Lima | Regista |
Richard Carl Livingston | Layout |
William Lorencz | Fondali |
Jerry Loveland | Fondali |
Dan Lund | Effetti d'Animazione |
Rick Maki | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Brice Mallier | Effetti d'Animazione |
Mark Mancina | Musica |
Zoltàn Maros | Animazione (Sabor) |
Burny Mattinson | Storia |
Henry Mayo | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
James Menehune Goss | Effetti d'Animazione |
Serge Michaels | Fondali |
David Joseph Mildenberger | Effetti d'Animazione |
Gregory Miller | Fondali |
Patricia Millerau-Guilmard | Fondali |
Dominique Monfery | Animatore principale (Sabor) |
Borja Montoro Cavero | Animazione (Tarzan) |
Don Moore | Fondali |
Jean Morel | Animazione (Tantor) |
Tab Murphy | Sceneggiatura |
Mark Myer | Supervisione agli Effetti d'Animazione |
Antonio Navarro | Layout |
Cynthia Neill Knizek | Effetti d'Animazione |
Frank Nissen | Storia |
John Norton | Storia |
Simon O'Leary | Layout |
Masa Oshiro | Effetti d'Animazione |
Mouloud Oussid | Effetti d'Animazione |
Sergio Pablos | Animatore principale (Tantor); Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Vera Pacheco | Supervisione Cleanup (2d Unit) |
Patricia Palmer-Phillipson | Fondali |
Pierre Pavloff | Fondali |
Philip Phillipson | Fondali |
Brian Pimental | Supervisione Storia |
David Moses Pimentel | Animazione (Terk) |
Catherine Poulain | Animazione (Ape Family) |
Tina Price | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
John Puglisi | Layout |
Kathleen Quaife | Effetti d'Animazione |
John Ramirez | Storia |
Loic Rastout | Production Design |
Jeffrey Resolme Ranjo | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Edgar Rice Burroughs | Storia Originale (Tarzan of the Apes) |
John Ripa | Animatore principale (Young and baby Tarzan) |
Joaquim Royo Morales | Supervisione Fondali (Paris) |
Stéphane Sainte-Foi | Animazione (Tarzan) |
Tom Shannon | Layout |
Harald Siepermann | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
William Silvers Jr | Fondali |
Bruce Smith | Animatore principale (Kerchak, Baboons, Baby Baboons) |
Marc Smith | Animazione (Kerchak) |
Jeff Snow | Storia |
Daniel St. Pierre | Direzione Artistica |
Chad Stewart | Animazione (Terk) |
Michael Stocker | Animazione (Clayton) |
Allen Stovall | Effetti d'Animazione |
Sean Sullivan | Supervisione Fondali (Florida) |
Michael Surrey | Animatore principale (Terk); Storia |
Allen C. Tam | Layout |
Yoshimiki Tamura | Animazione (Young and Baby Tarzan) |
Bob Tzudiker | Sceneggiatura |
Chris Ure | Storia |
Christophe Vacher | Fondali |
Kristoff Vergne | Animazione (Tarzan) |
Phillip Vigil | Effetti d'Animazione |
Chris Wahl | Animatore principale (Flynt and Mungo) |
Stevan Wahl | Animazione (Tantor) |
Mark Walton | Storia |
John Watkiss | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Sherilan Weinhart | Layout |
Stevie Wermers | Storia |
Andreas Wessel-Therhorn | Animazione (Kala) |
Marlon West | Effetti d'Animazione |
Noni White | Sceneggiatura |
Kelly Wightman | Storia |
Dougg Williams | Animazione (Kala) |
Rowland Wilson | Progettazione Personaggi; Sviluppo Visivo |
Tanya T. Wilson | Layout |
Theresa Wiseman | Animazione (Porter) |
Thomas Woodington | Fondali |
Garret Wren | Supervisione Effetti Speciali (Florida) |
David Yorke | Fondali |
Gil Zimmerman | Supervisione TD Modeling |
Enis Tahsin Özgür | Animazione (Tarzan) |